Daniel Schinasi - Non dimenticare
Daniel Schinasi e Cristina Olivieri
Daniel Schinasi a Castellina Marittima
Livorno (19/06/2004 - 25/07/2004)
All’Ecomuseo dell’Alabastro di Castellina Marittima si è inaugurata il 19 giugno 2004 “Non dimenticare”, mostra antologica di Daniel Schinasi organizzata organizzata dal Comune e dalla Caesar onlus di Livorno, che si è avvalsa della consulenza scientifica per la selezione delle opere (in gran parte inedite) della critica d’arte Cristina Olivieri.
Fino al 25 luglio nella nuova ala espositiva del Museo saranno in rassegna settanta dipinti, in buona parte inediti, e ventiquattro disegni che ripercorrono l’intero arco della carriera dell’artista.

Nato a Alessandria d’Egitto nel 1933 da famiglia ebrea sefardita, fondatore del neofuturismo, espone dal 1955 in gallerie private, musei, pinacoteche e biblioteche d’Europa, Stati Uniti e Israele. Schinasi attualmente vive e lavora a Nizza, ma spesso parte per Israele e si ferma per lunghi soggiorni in Toscana, nella sua casa di Casino di Terra, frazione del comune di Guardistallo.

Sue pitture murali campeggiano alla stazione di Pisa, di Cecina, Grosseto, all’ippodromo di San Rossore. «In ricordo di mia madre e mio padre profughi dell’Egitto e di tutti gli ebrei perseguitati» è la dedica del pittore che campeggia in mostra su un grande pannello.

E l’opera che ha scelto per sottolineare il tema è “L’infame stella gialla” dove due donne hanno sull’abito quel simbolo sinistro e si sorreggono una con l’altra. «Quest’opera - dice Schinasi - rappresenta la mia filosofia della pace».

Tra le altre opere in mostra “Omaggio a Seurat” in cui torna il ricordo del paesaggio di Antignano a Livorno, “Ritratto di sua madre”, “Contadini, carro e cavallo” e gli omaggi alla musica. Si va da “Jazz a Nice” a “Omaggio a Verdi” realizzato per il manifesto del New Israeli Opera al festival di Cesarea. Sul neofuturismo dice: «Ero in conflitto con i futuristi per la loro concezione filosofica della vita. Non sopportavo in loro l’idea di eliminare e sminuire la fugura umana esaltando la macchina».
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  Mostre - 19/06/2004