Le donne-oggetto di Anna Ka a Massaciuccoli
Il Tirreno - Cultura e spettacoli
La donna come puro oggetto di comunicazione attraverso l’immagine fotografica di moda è il tema dominante nelle opere di Anna Ka. L’artista nata a Livorno nel 1965 dove vive e lavora, espone le sue opere, da domani per un mese al museo civico di Massaciuccoli. L’attuale mitizzazione della cultura di massa che nell’immagine della gestualità meccanica trova il suo centro di attrattiva è uno dei messaggi che emergono incontrastati dalle sue opere. Figure disposte su diagonali che si intersecano. Incroci che rievocano antichi riti e antiche simbologie. Alla vacuità dell’immagine si contrappone l’essenza, l’anima di queste creature modulari è riproduzione dell’inutile mimica dei riti a cui non possiamo sottrarci.
L’artista archivia migliaia di immagini “artificiali” per assemblarle su grandi fogli o tele con fondo oro o argento che lasciano nel disorientamento chi le osserva. Nessun soggetto domina la composizione, nessuna figura “parla di se”, la donna si moltiplica come su uno specchio, senza sosta: meccanismo che caratterizza il sistema pubblicitario. Genera soggetti - oggetti, esasperati nella loro ricercatezza che si affermano nella quotidianità. Miti che attimo dopo attimo si materializzano, si sdoppiano e si moltiplicano come icone sacre. E in questa dimensione del sacro partecipa sicuramente al pensiero di Roland Barthes, privilegiando la moda come punto si osservazione del sociale. Una tecnica quella di Anna Ka che potremmo ritrovare con una trasposizione in campo cinematografico nell’overlook del regista Stanley Kubrick con quello “straguardare” che caratterizza le sue pellicole, dove non prevale mai un punto di vista statico. Accompagna la mostra un catalogo con l’introduzione critica a cura di Cristina Olivieri. L’inaugurazione sarà domani 31 ottobre alle 17, in via pietra a palude e resterà aperta il sabato e la domenica con orario 9 12 e 15 -18 e nei feriali dalle 15 alle 18. L’artista sta esponendo contemporaneamente (fino al 13 novembre) al Centro documentazione ricerca artistica contemporanea Luigi di Sarro a Roma, al fianco di Giovanni Boffa, pittore e scultore torinese che da alcuni anni a Livorno, produce grandi “Ipotesi floreali” e per ultimo sculture vibranti in ferro adatte anche come arredi di spazi urbani.
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  Recensioni - 20/10/1999