Massimo Bertolini - Linea di confine
(dal Tirreno - Cultura)
Sculture sulla “Linea di confine” con Massimo Bertolini. Fino al 6 aprile alla Factory, in via Ganucci sono esposte le opere dell’artista nato a Pisa nel 1957. L’arte di Bertolini si riconosce nell’antica tradizione della scultura toscana.

L’innato senso oggettivo del reale lo protegge da esaltazioni eccessivamente fantastiche, per questo i suoi personaggi contengono un senso di verità e forza, come capita raramente di incontrare. Le sculture in terracotta policroma e in bronzo indicano un percorso nel dolore del nostro tempo, con i portali misteriosi che nascondono il senso della vita: soglie da attraversare per cercare una verità nascosta, entrare magicamente nei misteri dello spirito umano.

Il silenzio muto dei personaggi totemici rimanda ad un viaggio attraverso le stagioni della vita, pieno del dolore dei servitori, ma anche ricco di slanci vitali, come la paura e l’umanità che appaiono nell’”Abbraccio”. L’arte di Bertolini vive un doppio sguardo: una luce rivolta verso l’esterno a svelare i rituali esteriori della civiltà e insieme una luce che indaga e cerca nei misteri dell’interiorità, tra i sogni, i momenti di sospensione, le zone di confine.

I personaggi dello scultore toscano vivono anche loro in una zona di confine, nel tempo dell’attesa, su una soglia che non riescono mai a varcare in bilico tra tristezza e lontane speranze.
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  Recensioni - 18/05/2003