Gemine Muse
(dal Tirreno – Cultura)
Tempo di «Gemine Muse», il nuovo network che da sabato vede protagonisti a Palazzo Comunale e in Piazza San Domenica 28 musei di 24 città italiane con oltre 40 artisti, scelti da 25 critici.

Prato collabora infatti all’iniziativa promossa dalla GAI - Giovani Artisti Italiani - e da CIDAC - Associazione delle Città d’Arte e Cultura -, con la collaborazione del DARC - Direzione Generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanee, Centro Nazionale per le Arti Contemporanee del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, insieme al Comune.

Gemine Muse vuole mettere in relazione la tradizione artistica italiana con la sensibilità degli artisti esordienti e sperimenta una nuova rete di spazi che si aprono alla ricerca dei linguaggi contemporanei. I giovani artisti esporranno una loro opera che trae ispirazione da un’opera del museo, dando così un’interpretazione inedita del lavoro degli illustri “colleghi” del passato.

Il percorso artistico è quello suggerito dai giovani Emanuela Menici e Federico Gori, scelti per Gemine Muse dal critico Sergio Risaliti. Così la Fontana del Bacchino (1659-1665), una fusione in bronzo di Federico Tacca, conservata nel Palazzo Comunale, viene rappresenta da Gori attraverso la fotografia.

Stessa operazione per la Predella di Bernardo Daddi (13337-38) nel convento di San Domenico, dov’è la mostra permanente “I tesori della città”. Il capolavoro Trecentesco, una predella con il matrimonio tra un mercante pratese ed una giovane palestinese è affiancato all’istallazione di Emanuela Menici. (Fino al 2 febbraio, tutti i giorni 10-18 ingresso libero).
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  Recensioni - 27/12/2004