I tesori del mare
(dal Tirreno – Cultura)
Da Klinger a Nomellini, da Balla a Sironi, da Carra’ a Guttuso, da De Pisis a Savinio, da Boccioni a Moses Levy, da Morandi a Viani, dalle ceramiche di Galileo Chini agli arazzi di Fortunato Depero. Con le opere di questi e altri grandi artisti il 22 aprile verranno inaugurati i “Granai”, la nuova sede espositiva di villa Mimbelli.

L’elegante edificio ottocentesco e il grande parco di via san Jacopo in Acquaviva , dopo quattro anni di restauri, diventeranno la sede per mostre temporanee, lasciando Villa Mimbelli come museo permanente dedicato alle opere di Giovanni Fattori e dei macchiaioli.

Per l’occasione e fino al 25 luglio la nuova struttura espositiva dei Granai ospiterà la grande mostra dal titolo I tesori del mare. Trasparenze, miti e suggestioni , una raccolta di oltre 150 opere tra dipinti, sculture, vetri, ceramiche, arazzi, e un’ampia sezione con reperti di archeologia marina.

La mostra, curata dal critico d’arte Renato Miracco e nell’allestimento dall’architetto David Palterer, traccia in un seducente percorso semantico, il rapporto passionale e perenne fra l’uomo e il mare, tra la metà dell’Ottocento e gli anni Cinquanta.

Il mare come luogo estremo dell’avventura, raffigurato a cominciare dalle incisioni e le illustrazioni da romanzi, racconti, novelle italiane e straniere, per scoprire le origini del fantasy, per penetrare nel regno marino dei mostri, delle balene, delle sirene, dei galeoni.

La raffigurazione del mare fino al Simbolismo, in una pittura che rende l’invisibile concreto e la linea dell’orizzonte vicinissima ed esaltante. Il mare come luogo di fatica, di duro lavoro, ma anche di svago e socializzazione, di emigrazione, di addii.

Ma anche il mare tra la fisica e la metafisica in dodici straordinarie nature morte e il mare testimone del tempo, in una ricca sezione di reperti archeologici dai mari della Liguria, della Sicilia, della Grecia e della Tunisia.

A chiudere la grande rassegna una sezione speciale dedicata all’arte applicata: vetri, ceramiche, sculture, arazzi raffigurano il mare in modo altrettanto coinvolgente: pensiamo alle splendide sirene in pasta di vetro di Napoleone Martinuzzi, ai pesci di Venini, di Barovier, alle conchiglie in pasta di vetro di Salviati, alle ceramiche di Galileo Chini, agli arazzi di Fortunato Depero, progettati per i grandi translantici italiani fra il 1930 ed il 1950.

La mostra si avvale anche di un comitato scientifico composto da Annamaria Damigella, Emanuele Bardazzi, Mariastella Margozzi, Stefano Fugazza, e dallo stesso Renato Miracco ed è accompagnata da un catalogo con i testi dei curatori pubblicato per il museo per l’etichetta “I Grani dell’arte” edito da Bandecchi e Vivaldi.
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  Recensioni - 06/04/2004