I "mai visti" degli Uffizi
(dal Tirreno – Cultura)
«Sorprese di frutta e fiori» sotto l’albero? Agli Uffizi, nel movimentato capoluogo toscano proprio in occasione delle festività si apre da sabato una mostra di «mai visti», capolavori provenienti dai depositi del grande museo fiorentino. Il «Pranzo di natale», questo è il sottotitolo dell’evento, si preannuncia ricco per chi decide di saziare i propri desideri con l’arte.

Fino al 28 febbraio la tavola delle Reali Poste sarà imbandita di nature morte con soggetti di frutta, agrumi, pesci, cacciagione, fiori a sprigionare bellezza in 42 opere realizzate, a partire dal Seicento, da Jacopo Ligozzi, Cristoforo Munari,, Bartolomeo Bimbi, i nordici Rachel Ruysch, Van Aelst e Van Schrieck, fino alle nature morte futuriste di Giacomo Balla (dal martedì alla domenica, chiuso il 25 e a Capodanno).

Firenze continua a farsi bella con mille attrazioni culturali e mentre i turisti affollano le strade illuminate e osservano le vetrine, a Palazzo Pitti si inaugura la mostra delle porcellane di Vienna, realizzata con il contributo di Roberto Cavalli, e da domani scopre alcuni suoi tesori nelle sale del museo degli argenti. Fino al 5 gennaio, opere del dimenticato Domenico Puligo sono nella sala bianca (visita alla galleria Palatina inclusa nel biglietto) per una mostra che dedica una sezione anche ai suoi contemporanei Pontormo e Rosso Fiorentino.

E agli Uffizi c’è tempo fino al 6 gennaio per ammirare anche Il mito d’Europa, da fanciulla rapita a continente». Pitture vascolari, mosaici, gemme e cammei, tra cui le semplici figure sulle metope di Selinunte e il celebre affresco pompeiano, ora al museo nazionale di Napoli. Nel loggiato troviamo dipinti di Veronese, Tiepolo, Watteau, Boucher, fino alle più recenti interpretazioni dei simbolisti, da Gustave Moreau a Picasso che recupera le arcaiche mitologie taurine mediterranee, infine Klee, Ernst, Kiefr, Beuys. (l’orario è 8.15-18.50, escluso lunedì).

Mentre nella sua casa di San Giovanni Valdarno è stata prorogata fino al 26 gennaio ( 9-20 anche a Natale) la mostra «Masaccio e le origini del Rinascimento» con opere arrivate dal Paul Getty Museum di Los Angeles tra cui tavole di Beato Angelico, Filippo Lippi, Masolio e Paolo Uccello per le celebrazioni del VI Centenario della nascita dell’artista, a Firenze è in corso fino al 20 gennaio l’altra rassegna su «L’invenzione della prospettiva» che vede al centro la Trinità di Santa Maria Novella.

La panoramica si estende alla Toscana, a Palazzo delle Papesse di Siena, dove si è appena aperta la doppia personale dei francesi, Christian Boltanski e Annette Messager che animano il primo e il secondo piano del palazzo fino al 2 marzo, insieme alle installazione di Vedova e Mazzei posta nel Caveau (tutti i giorni, 12-19, anche il 25 e il 26 con orario 16-20).

L’opera di Marcello Dudovich è a Arezzo fino al 29 febbraio, a palazzo Chianini Vincenzi ( dal mart. al ven. 10-12.30 e 15-20, sab e dom 10-20) mentre a Palazzo Comunale tornano gli antenati, Un popolo di orafi, dagli etruschi, ad oggi, con pezzi provenienti dalla recente mostra di Vetulonia.

Un salto per tornare all’attualità, a uno dei protagonisti della Transavanguardia, Mimmo Paladino, a cui un’importante antologica con opere inedite dedica il museo Pecci a Prato (aperto il 26, (10-19) e l’1/1 (15-19) chiuso il 25 e il 31), mentre a palazzo Comunale e al museo della pittura murale fino al 2 febbraio prosegue «Gemina Muse», arte antica a confronto con le installazioni dei giovani Gori e Menici, (26/12 e il 6/1, orario 9-13.30, ch. 25 e 1/1)

Lucca festeggia il Natale con la sontuosa «Tavola di Elisa» e il suo inventario, a Palazzo Ducale fino al 18 gennaio. Della sorella di Napoleone Buonaparte, in mostra arredi e suppellettili, porcellane Ginori e Sèvres che narrano le abitudini “casalinghe” della Granduchessa di Toscana. (10-18, chiuso il 25 e l’1gennaio e il martedì). Ancora dentro le mura lucchesi, la Fondazione Raggianti ( chiusa dal 24 al 7 /1) ospita «Adolfo Natalini architettore» pistoiese, classe 1941, conosciuto per i progetti del Rosemberg a Francoforte, del Muro del Pianto di Gerusalemme e del teatro della Compagnia a Firenze.

Il museo Fattori di Livorno, dà spazio fino al 5 gennaio ( con orario 10-13 e 16-19; chiuso a Natale e l’1/1), all’opera di Elin Danielson Gambogi, mentre nell’antico edificio dei Bottini dell’Olio fino al 2 febbraio protagonista, Ferdinando Chevrier (orario 10-13 e 16-19) e al centro arte Guastalla fino al 30 antologica di Marino Marini.

Bozzetti, gioielli di Manon e delle scenografie realizzate da Ygor Mitoraj sono al museo archeologico a Massa Marittima fino al 28 febbraio, mentre vasi tappeti, abiti, monili in oro e volumi pregiati, in tutto 150 oggetti sono raccolti nella rassegna di arte islamica nell’abbazia di San Zeno a Pisa (giov-dom 15.30-18.30 fino al 10 gennaio) per ricostruire in Toscana l’arte e la cultura tartara del Volga.
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  Recensioni - 18/12/2003