Il Perugino
PERUGIA - Il contributo innovativo della sua arte cristallina fatta di raffinate trasparenze, di armonie di colori e di luci, di silenzi e lievi melodie e composta da figure divine piene di grazia e di dolce malinconia, inserite in sapienti prospettive, fu per anni modello e punto di riferimento da seguire( tra i tanti allievi ebbe il giovane Raffaello).

Pietro Vannucci detto il Perugino nasce nel 1450 a Città della Pieve. La svolta nella sua carriera coincide con la sua partecipazione alla più grande impresa decorativa della Cappella Sistina, dove, fra il 1481 e il 1483, realizza accanto ad artisti come Botticelli, Ghirlandaio, Cosimo Rosselli, anch’essi chiamati da Sisto IV, la finta pala d’altare (distrutta per far posto al Giudizio di Michelangelo) e alcuni riquadri con “Storie di Mosé e di Cristo”, fra cui la celebre “Consegna delle chiavi”, opera che costituisce il suo apice espressivo.

Le manifestazioni in onore del Perugino sono il punto d’arrivo di un ambizioso progetto (6 mostre in contemporanea più 12 siti sul territorio, dalla Porziuncola nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Foligno, da Spello a Panicale, etc) che offre l’occasione di conoscere l’opera del più illustre pittore umbro nel suo più esaustivo contesto.

Dieci anni di studi che hanno portato alla luce aspetti inediti della sua opera e una campagna di interventi di restauro che ha interessato tutte le testimonianze artistiche del Perugino sul territorio

L’evento principale è alla galleria nazionale dell’Umbria che fino al 18 luglio ospita la prima grande rassegna “Perugino il divin pittore” una mirata selezione di dipinti che ripercorre le tappe fondamentali del percorso umano e artistico del maestro.

Capolavori giovanili permettono di cogliere le diverse componenti della sua formazione: dal variegato contesto artistico perugino ai riflessi pierfrancescani, verrocchieschi e fiamminghi. All’accurata analisi dei dipinti sistini e del periodo romano, documentato in mostra dal polittico Albani Torlonia, segue la disamina dell’attività fiorentina e umbra.

Ed è in questa sezione che vengono presentate alcune straordinarie ricomposizioni: la preziosa predella della pala Chigi, realizzata per la chiesa di Sant’Agostino di Siena e ricostruita con i pannelli provenienti dal Metropolitan Museum di New York e dal Museum of Fine Art di Chicago; la maestosa pala d’altare dipinta per la chiesa di Sant’Agostino a Perugina, riassemblata con vari elementi provenienti da collezioni straniere; la pala Tezi riunita alla predella oggi a Berlino.

Inediti gli approfondimenti sulle tecniche impiegate nella bottega del Perugino, sull’uso del cartone a spolvero e sui pigmenti, secondo le indagini emerse dai restauri e ricca l’esposizione di disegni: dagli studi preparatori per dipinti e disegni per figure bibliche e mitologiche, ritratti, paesaggi e grottesche. La mostra estende idealmente i suoi confini oltre le sedi espositive, seguendo l’itinerario dei dipinti realizzati dal Perugino nella sua regione natale.

Un’agile guida illustra le opere del Perugino presenti nelle diverse sedi di Perugia (in particolare il prestigioso ciclo del Collegio del Cambio) e negli altri centri del territorio umbro (Corciano, Deruta, Fontignano, Città della Pieve, Panicale, Assisi - S. Maria degli Angeli, Bettona, Foligno, Montefalco, Spello, Trevi).
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  Recensioni - 28/12/2004