Bruno Secchi alla Factory
(dal Tirreno – Cultura)
Fino al 5 maggio la Factory ( in via Ganucci) dedica alle opere di Bruno Secchi un’ampia mostra che va ad arricchire la ricca serie di rassegne, anche di carattere nazionale, che ha visto come protagonista l’artista livornese, nato nel 1923.

Secchi ha scelto la strada dell’arte d’avanguardia, dell’arte intesa come opera aperta “work in progress”. Artisticamente nasce neoespressionista e nel 1956 fonda con altri il gruppo omonimo che si propone al pubblico insieme alle opere anche con un programma e un manifesto teorico.

Nulla è superficiale o casuale nella sua pittura, ogni tratto ed ogni gesto si inseriscono in una scoperta di quel mistero che è congenito al mondo e a noi, quasi per esorcizzarlo o rifiutarlo, ma sempre con l’occhio attento alla musicalità delle sfere che lo muovono.

Le sue tele non sembrano dare risposte conoscitive, ma sono ricerche che assumono un valore in quanto tali, aperte agli apporti dell’intelligenza di chi le osserva. Il colore procede per tagli e tensioni, per orbite circolari o presenze immobili, sempre impegnato a negare il leggiadro, ad esaltare la precarietà dell’esistente.

E il mondo rivive in questi quadri per sintesi illuminanti, quasi l’artista ne tentasse la conoscenza in modo da far risorgere la speranza di poterlo guardare come un’isola di perduta felicità.
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  Recensioni - 16/04/2003