A quel solitario: Sergio D’Angelo
(dal Tirreno – Cultura)
La galleria Peccolo presenta le creazioni (hand -made) di uno dei solitari individualisti dell’arte contemporanea. Sergio Dangelo nasce a Milano nel 1932, nel ‘50 partecipa alla terza avventura surrealista. Da Ennio Tomiolo, suo maestro, apprende che la pittura non è <>, da Gianni Dova, Roberto Crippa e Cesare Peverelli il <>. Insieme a Enrico Baj è l’ideatore di ”Arte Nucleare”, movimento determinante per lo sviluppo dell’arte europea. La sua prima esposizione con i celebri quadri “nucleari” è nel ’51, nella prima galleria San Fedele di Milano. Da allora sono numerose le mostre in gallerie d’avanguardia, gli inviti di musei, la partecipazione alle Biennali di Venezia, l’organizzazione di convegni e le pubblicazioni di testi teorici. Nel ‘91 con Carla Bordoni, Paola Grappiolo e Daniela di Marco fonda il centro di esposizioni “Bludiprussia” a Albisola Marina e nel ’93 con un gruppo si giovani talenti, amici, da vita al gruppo “Nuovo Proun” a Milano e Ginevra. Parallelamente all’attività di pittore e scrittore Sergio Dangelo, realizza ceramiche a gran fuoco, oggetti (Hand made) dipinti su lamiera smaltata, litografie, acqueforti, illustrazioni per testi poetici (Williams, Sanesi, T.S. Eliot, Michel Vachey, Théodore Koening, Anais Nin..) organizza esposizioni divulgative dell’idea surrealista, pratica Kendo, in una forma di sperimentalismo costante e in omaggio all’antistile che caratterizza ogni sua attività. Duchamp gli disse “Io faccio i Ready - Made e tu fai gli Hand - Made” battezzati e così rimasti ancora oggi”. Riferendosi ai suoi lavori Dangelo dice << Li faccio quando non ho nessuna idea, allora infilo la mano in uno scatolone, tiro fuori le cose e incomincia a metterle insieme. Il problema è di farle stare in piedi. E’ intorno alla questione dinamica che incominciano a delinearsi le prime forme, le prime soluzioni” L’esposizione livornese che è stata inaugurata sabato 9 ottobre in piazza della Repubblica 12, alla presenza dell’artista, presenta opere a metà tra sculture e quadri, dai piccoli tentacoli rossi di “Fire” alle diverse inclinazioni dei “Condors”. Lavori che Dangelo ha cominciato a esporre da una decina d’anni ( una bella mostra con Guerresi, Mondino e Spoerri) e che ora sono presentati indediti in una serie articolata.
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  Recensioni - 22/10/1999