Antologica di Voltolino Fontani
(dal Tirreno – Cultura)
E’ nel Ridotto del teatro Goldoni che Livorno porta alla ribalta le opere di un artista le cui tracce indelebili segnano la storia dell’arte del Novecento in Toscana.

Domenica 10 marzo si inaugura alla Goldonetta l’antologica di “Voltolino Fontani (1920 –1976) autoritratti spirituali”, promossa dal Comune con le gallerie Goldoni e Athena, a cura di Francesca Cagianelli e Giacomo Romano.

Voltolino Fontani nacque a Livorno, l’11 febbraio 1920. Allievo di Beppe Guzzi, fondò e diresse per dieci anni la Scuola d’Arte "A. Modigliani". Nel 1948 fu ideatore dell’ Eaismo (Era Atomica Ismo), movimento di cui fecero parte Angiolo Sirio Pellegrini, Aldo Neri, Marcello Landi e Guido Favati (poesia). L’Eaismo, chiusasi la tragica parentesi della guerra, invitò gli artisti a prendere coscienza dei pericoli dell’energia atomica proponendo stilisticamente un ritorno all’essenzialità e alla comprensibilità dell’arte e precedendo le esperienze nucleari di Salvador Dalì.

Nella mostra livornese aperta fino al 21 aprile ( orario 10-13 e 15-19.30), ottantacinque opere illustreranno l’evoluzione artistica di Fontani nei tre periodi fondamentali: - 1937-42, periodo detto dell’espressionismo psicologico o dell’ineluttabile (mitico-narrativo) – 1943-52 superamento del formalismo in cui assume una dimensione cosmopolita ed un cromatismo deciso e personalizzato
(appartengono a questo periodo le opere eaiste) – 1953-76 periodo del linguaggio nucleare con un approfondimento della pittura informale ed una ulteriore scomposizione del naturalismo in senso onirico.

Il punto d’arrivo del suo percorso emotivo ed artistico è rappresentato dalla grande “ Traslazione di Cristo” donata alla chiesa della Valle Benedetta di Livorno.

Fontani fu “l’anima più progressiva” del Gruppo Labronico, diresse ed insegnò alla
Libera Accademia di Belle Arti di Villa "Trossi-Uberti", a Livorno e partecipò ad importanti mostre nazionali e internazionali.
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  Recensioni - 06/03/2002