GAC, Guglielmo Achille Cavellini
(dal Tirreno – Cultura)
Guglielmo Achille Cavellini o GAC come amava firmarsi, era un intellettuale versatile, un artista inquieto, nemico del conformismo, collezionista colto e polemico, animatore intelligente di movimenti artistici.

Nato a Brescia nel 1914, fu protagonista, fin dalla seconda metà degli anni ’50 dell’arte figurativa contemporanea internazionale.
La galleria Peccolo gli rende omaggio con una retrospettiva che si inaugurerà sabato 4 dicembre alle 18.

Verranno esposti circa venti lavori appartenenti ad un’unica serie: i personaggi della storia. Si tratta di autoritratti che colgono l’autore in diversi atteggiamenti e costumi, durante le sue numerose performances degli anni settanta, inserite in un particolare contesto grafico.

Quadrifogli, foglie, coralli e numerosi altri elementi naturali fanno da sfondo e “altare” al processo di ironica auto celebrazione che fu il più significativo aspetto del lavoro di Cavellini, intorno al sistema dell’arte. L’intensa attività di questo artista versatile, con la sua ironia, tenacia e ribellione costituisce da anni materia di giusta riflessione, per chi a vario titolo, si occupa dell’espressione artistica.

Nell’ inenarrabile mole di lavori prodotti è importante ricordare dunque, l’auto storicizzazione, un complesso e articolato atteggiamento che a partire dagli anni ’70 GAC iniziò ad applicare con rigore quasi scientifico. Questo, in un periodo in cui gran parte dell’arte internazionale stava attuando un tentativo di radicalizzazione generale dell’espressione in cui rientravano i concetti di comunicazione e interdisciplinarietà.

Con fiuto sensitivo GAC respira a pieni polmoni quest’aria nuova e come liberato da un opprimente senso di impotenza, si fa portavoce di una massa quasi anonima di artisti votati all’esclusione iniziando un processo in cui scientemente sostituisce sé al “genio”, si pone alla pari con i grandi della storia e soprattutto inizia una guerriglia rivoluzionaria con il sistema dell’arte tentando di scardinare idealmente le gerarchie.

La mostra in piazza della Repubblica 12 resterà aperta fino al 10 gennaio con orario 10 -13 e 16 -20 (chiusa i festivi e il lunedì mattina).
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  Recensioni - 02/12/1999