Due retrospettive per Lacquaniti
(dal Tirreno – Cultura)
Due retrospettive dedicate in contemporanea a un’artista di origini partenopee che ha vissuto a Livorno fin dal dopoguerra.

Le opere di Renato Lacquaniti, a due anni dalla sua scomparsa vengono presentate al centro convegni Villa Morazzana e alla galleria Peccolo, in un suggestivo itinerario che ripercorre nelle due sedi espositive la sua personale vicenda artistica dal 1962 al 1998.

Dopo un inizio di forte impronta sperimentale con le opere eseguite durante il periodo della sua appartenenza al gruppo Atoma, Lacquaniti partecipa insieme agli altri componenti (Giorgio Bartoli, Mario Lido Graziani e Renato Spagnoli) alle più importanti rassegna artistiche dell’arte d’avanguardia svoltesi in Italia negli anni tra il 1963 e il 1967 (anno in cui il gruppo di sciolse).

Oggi alcuni di quei lavori sono entrati far parte della collezione Museo sperimentale della galleria civica d’arte moderna e contemporanea di Torino.
Conclusa l’esperienza del gruppo Atoma, Lacquaniti inizierà un suo personale itinerario artistico ripartendo da una pittura di impianto surreale e al contempo carica di naturalismo e sensualità.

Un coerente percorso che proseguirà fino alle opere marcate dai forti colori e cariche di erotismo, eseguite su carta a su tela in questi ultimi anni. Una pittura che il critico Josè Pierre definirà in un testo del 1994 come «il corpo come paesaggio con arcobaleno sullo sfondo».

Un mondo espressivo quello di Lacquaniti, che nel corso degli anni si è ampliato, arricchendosi di nuove soluzioni. Metamorfosi di uno stile che ha tuttavia mantenuto nitidi i valori espressivi che esplodevano dalla grande sensibilità d’animo e dalla non celata timidezza di un uomo che meglio che in ogni altro linguaggio, poteva sciogliere le proprie passioni, le proprie «visioni», dell’amore per la natura, per quei volti e corpi di donna, per il mare ma anche per tutti quegli elementi surreali, pesci, farfalle, barche che sintetizzano con forza l’universo lirico di un artista cui il destino ha riservato soltanto ora (come troppo spesso accade) apprezzamenti e interesse persino nella sua città adottiva.

La mostra è accompagnata da un catalogo con il testo critico di Giorgio Di Genova. A Villa Morazzana in via Collinett 40, fino al 31 dicembre e alla galleria Peccolo (piazza della Republica 12).
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  Recensioni - 14/12/2000