Dal Realismo alla Pop art


Pizzinato

 
(dal Tirreno – Cronaca di Livorno)
«Dal Realismo alla Pop Art. Il Premio Amedeo Modigliani Città di Livorno 1955-1967» è la nuova esposizione temporanea che si apre oggi alle 11 ai Granai di Villa Mimbelli, sede espositiva del museo civico Giovanni Fattori, e che resterà aperta fino al 13 marzo.

Promossa dal Comune con la Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno la mostra è curata da tre giovani storici dell’arte, Irene Amadei, Veronica Carpita e Mattia Patti, e ripropone per la prima volta insieme, dopo più di quarant’anni, 32 tra le più significative opere premiate in occasione degli otto “Premi Modigliani” (che si sono tenuti a Livorno tra il 1955 ed il 1967) appartenenti alle collezioni civiche d’arte contemporanea della città e purtroppo raramente esposte al pubblico.

Si tratta di opere di varie tendenze artistiche che riflettono il dibattito artistico-culturale di quegli anni, spaziando dal Realismo socialista all’Informale fino alla Pop art. La mostra, allestita nel salone (piano terra) dei Granai, è divisa in otto sezioni, una per ogni singola edizione del premio Modigliani e il percorso è introdotto da una sezione con materiale documentario e fotografico sui vari premi.

A presentare la mostra in anteprima ieri sono stati l’assessore alle culture Guantini, insieme al sindaco Cosimi, al presidente della Fondazione Cassa di Risparmi Luciano Barsotti e ai tre curatori.

Le prime sei edizioni del Premio furono caratterizzate da un prevalere della corrente realista, nella sua linea sociale prima, ed esistenziale poi. Tra le opere esposte, vi sono Camera di bracciante di Vittorio Cavicchioni, che offre una cupa e spietata interpretazione dello spazio di vita d’un lavoratore, o ancora Raffineria del livornese Giuseppe Cavallini, ove i corpi di fabbrica e le ciminiere saturano lo spazio del quadro, ma anche Il Pescatore del pittore veneto Armando Pizzinato, uno dei protagonisti assoluti, insieme a Renato Guttuso, della pittura neorealista del secondo dopoguerra.

Nel pieno degli anni Cinquanta la corrente realista andò via via diversificandosi, e molti dei suoi principali esponenti finirono col rappresentare soggetti distanti da tematiche legate al lavoro dell’uomo.

Ne è esempio Il Mattino del milanese Aligi Sassu (già animatore del movimento di Corrente) che si lascia incantare dalla luce d’un sole mattutino, che attraversa lo spazio e proietta lunghe ombre sul terreno.

A rappresentare il Realismo esistenziale, linguaggio che si diffonde soprattutto in area milanese nella seconda metà degli anni Cinquanta, sono presenti in mostra Darsena di Sandro Luporini e Ragazzi nell’acqua di Giuseppe Martinelli, pittori viareggini trasferitisi a Milano nel 1956.

Luporini, che è noto anche per aver a lungo collaborato con Giorgio Gaber, con la sua Darsena dà forma ad un’immagine cupa, indefinita, in cui gli oggetti perdono il loro peso e si sciolgono in una atmosfera nebbiosa.

Tra le opere esposte c’è poi In morte di Bertold Brecht del bolognese Alfonso Frasnedi che a pieno titolo si inserisce nell’ambito delle ricerche neonaturaliste. Sul fronte astratto si colloca invece Figurazione astrale 5X, del fiorentino Vinicio Berti, un dipinto carico di rabbia fatto di decise e violente pennellate nere.

All’inizio degli anni Sessanta l’organizzazione del Premio Modigliani cambiò radicalmente e divenne biennale. Alle opere inviate dagli artisti e accettate dalla giuria s’aggiunse una sezione ad inviti. Nella 7º e nella 8º edizione, che si tennero nel 1963 e nel 1967, si poté riscontrare un innalzamento qualitativo delle opere esposte e premiate.

Nel 1963, ad esempio, fu assegnato un premio-acquisto a X Spazio totale di Mario Nigro, uno dei più attivi animatori del clima artistico livornese del secondo dopoguerra, che dopo aver aderito al MAC e aver fondato a Livorno una sede dell’Art Club, si era trasferito a Milano a fine anni ’50. Al 1963 risale l’acquisto di Hiroshima n. 2 (Baldoria ad Hiroshima) di Tancredi, un dipinto che supera il linguaggio informale recuperando alcuni elementi di figurazione.

E ancora al ’63 si data l’ingresso nella collezione di Interno esterno di Piero Guccione e del Faro di Mario Nanni.

Alcuni degli acquisti più significativi compiuti durante il Premio Modigliani risalgono comunque al 1967, anno della ottava e ultima edizione, quando furono premiate opere come il Grande rettile di Pino Pascali, finta scultura, giocata sulla sottile ambiguità tra la forma chiusa, possente, primordiale e la leggerezza dei materiali con i quali è realizzata. Al 1967 risale anche Quadro per Ginestra, vero e proprio incunabolo di Pier Paolo Calzolari.

Chiude la mostra Nello stadio, grande tela dell’artista romana Titina Maselli, significativo esempio di Pop Art italiana.
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  Recensioni - 23/01/2005