Bacci, Cardenti e Luschi all’Unicredit banca
Da sinistra: Andrea Luschi, Valter Cardenti, Cristina Olivieri, Enrico Bacci
Il giorno dell’inaugurazione
Due opere di Enrico Bacci
Una delle opere di Valter Cardenti
Da sinistra il maestro Renato Spagnoli, il direttore della Unicredit banca di Livorno Puccio Bardi e Cristina Olivieri
Luschi con i suoi lavori
Valter Cardenti nel suo studio
Livorno - Unicredit banca (04/02/2005 - 18/02/2005)
Si inaugura venerdì 4 febbraio alle 17.30 nelle sale dell’Unicredit Banca (Palazzo Grande, via Cogorano 3) la mostra di tre artisti livornesi: Enrico Bacci, Valter Cardenti e Andrea Luschi.

La rassegna che resterà aperta fino al 18 febbraio è curata da Cristina Olivieri e dalla sua agenzia Cd com, arte e comunicazione.

Enrico Bacci è nato a Faglia nel 1954, ma ha sempre vissuto e lavorato a Livorno. Laureato in architettura all’Università di Firenze e specializzato in grafica pubblicitaria, non ha mai trascurato la passione per la scultura e la pittura.

Inserito nelle pubblicazioni “Forma e colore” edito da Mondatori e “Fax art, la velocità nell’arte”, le sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche di tutta Italia, ma anche a Valencia, New York e L’Havana.

Una pittura quella di Enrico Bacci, selvaggia nella ricerca, moderna nella forma, futurista nel risultato grazie all’utilizzo di materiali diversi come legno, pietra, marmo e bronzo utilizzati per le sculture, che si uniscono a una pittura fatta di una tecnica mista, che con un evidente richiamo alla Pop art, è composta da collaga di vecchi manifesti su cui l’artista interviene fondendo autentiche pennellate in nuove campiture, volti oggetti.

Valter Cardenti è nato il 30 aprile 1957 a Livorno, dove vive e lavora. Ha partecipato a numerose rassegne livornesi, oltre alla più recente collettiva Province d’arte, Livorno che si è tenuta nel giugno 2004 nella sede del Consiglio regionale della Toscana a Firenze.

Nelle opere esposte Valter Cardenti propone “Impressioni di colore” perché per lui non c’è alcuna distinzione tra il figurativo, che ha ricercato ed esplorato per anni e l’astrattismo.

“L’arte è un flusso di energia che parte dal colore e investe che guarda l’opera” spiega Cardenti illustrando i suoi lavori, particelle infinitesimali di un gigantesco volto, quei visi che rispecchiano nei colori miscelati a grandi pennellate l’interiorità dell’uomo.

Andrea Luschi è nato a Piombino 26 anni fa e attualmente vive e lavora a Livorno. La grammatica della sua opera pittorica si articola su tre punti fondamentali: la figura spersonalizzata mette in relazione l’ osservatore con l’opera, dando vita a una sinergia comunicativa più intensa, e permette di estendere il concetto alla globalità delle persone, mettendo in luce l’impossibilità di fermare un istante preciso per la continua evoluzione della materia.

Il fondo piatto è un palcoscenico globale, che decontestualizza l’ opera dalla realtà in cui è inserita e permette una più ricca sperimentazione cromatica nella ricerca della profondità e del contrasto, dettato solo dal colore. Le scritte che appaiono nei dipinti hanno la funzione di titolo e di bilanciamento nell’architettura compositiva generale.
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