Le donne della Resistenza
(dal Tirreno - Cultura e spettacoli)
“Frammenti di memoria” nelle immagini di ventidue donne toscane che hanno fatto la Resistenza. Una mostra fotografica allestita alla villa del Presidente in via Marradi 116 racconta le storie di queste eroine, donne vere in carne e ossa con i segni del tempo trascorso sul loro volto e i capelli imbiancati.

Un suggestivo percorso fotografico di ritratti in bianco e nero realizzati da Neno Ghepardi, che è accompagnato da un libro in cui sono pubblicate una serie di interviste alle protagoniste e testimoni della Resistenza.

Materiale raccolte da Laura Antonelli con illustrazioni a matita di Beppe Bertuccelli. La mostra organizzata da Provincia di Livorno con Anppia, Anpi, Anei e commissione provinciale Pari opportunità è un evento itinerante che ha già fatto tappa a Massa e a Viareggio e che dopo Livorno dove resterà fino al 4 giugno, proseguirà verso altre città e paesi tra cui Pisa, Pistoia, Firenze e Sant’Anna di Stazzema (per ricordare la strage del 12 agosto 1944).

Sessanta fotografie per “raccontare” profili di donne toscane, “staffette”, partigiane, combattenti e una mappa delle impressioni delle vicende e dei luoghi in cui la loro presenza fu spesso determinante.

Decine di migliaia i partigiani che parteciparono attivamente, a prezzo della vita, alla guerra di Liberazione dell’Italia dal fascismo e dall’occupante nazista.

Oggi questa storia fatta anche dalle donne viene fuori con forza nelle foto di Eugenio Gherardi, negli sguardi penetranti di queste ragazze di una volta, che dissero no all’occupazione, alla violenza, al degrado dell’Italia e vollero prendere parte alla grande vicenda del riscatto nazionale.

Come fecero Albertina Tonarelli, Anna Fondi, Francesca Rolla, Bruna Morelli Palmati, Didala Ghilarducci, Leopoldina Voltolini e le altre generose donne di Toscana che parteciparono alle Resistenza.

Anche la tenace partecipazione e l’intenso protagonismo delle donne ha segnato il corso delle cose. Per questo la pisana Maria Luigia Guaita (la staffetta che a Firenze diede l’ordine di suonare le campane del Bargello dando così il via all’insurrezione), oppure la pontremolese Laura Seghettino, (che non esitò a impugnare le armi, comandando addirittura un distaccamento della Brigata Garibaldi), ma anche Miretta Busia Bianca Pimpinelli, Osmana Benetti, Mila Pieralli, Edi Palla e le altre donne le cui storie vengono raccontate nella mostra, fanno parte della nostra storia, della memoria.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.30 e il martedì e giovedì dalle 15.30 alle 18. Per informazioni Tel 0586-257223.
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  Recensioni - 01/06/2005