Maz Mazzoli - Anna Ka: doppia personale al Teatro delle Commedie di livorno
Max Mazzoli - Ombre rosse, 2005
Anna Ka - The Corrections, 2005
Max Mazzoli - Arancia Meccanica, 2003
Anna Ka - The Corrections, 2005
Nuovo Teatro delle Commedie - Livorno (02/12/2005 - 09/01/2006)
Massimo Mazzoli e Anna Ka sono i protagonisti del terzo appuntamento della rassegna ARTeatro, con la doppia personale che sarà visitabile al Nuovo Teatro delle Commedie (in via G. M. Terreni, 5), FINO AL 9 GENNAIO 2006.

Il Progetto ARTeatro, con il patrocinio del Comune di Livorno, a cura di Cristina Olivieri e dell’agenzia Cdcom, coinvolge alcuni artisti livornesi che sono stati invitati a compiere un lavoro sul teatro - inteso sia come luogo e spazio fisico, sia come linguaggio e forma di comunicazione - insieme ad artisti già affermati in Italia, per stimolare il confronto e la ricerca.

L’immagine violata, titolo della mostra, è anche un’Odissea, un viaggio attraverso gli inferi silenziosi della quotidianità, un cortocircuito narrativo dove le immagini perdono il loro usuale sistema di connessioni per stabilirne un altro: una visione altra che è un’assordante ricerca di quell’immagine che all’uomo è stata rubata da altri uomini.

Quell’immagine violata, vilipesa, corrosa e fotocopiata dalle industrie della moda e della modernità, che si riconosce nelle opere di Anna Ka, si trasfigura invece nella pittura cinemascope di Max Mazzoli in una dilagante marea di colori e atmosfere lunari.


MAX MAZZOLI è nato nel 1953 a Livorno e lavora dagli anni ‘80 in campo artistico dividendosi tra la realtà toscana e quella sarda, dove attualmente vive, a Sassari.

Il tema della moda, dell’immagine mediatica, del fascino di certe atmosfere che racchiudono femminilità, eros, mistero e una sfumatura di velata decadenza: è questo che da sempre ha suscitato in Max Mazzoli grande attenzione e voglia di ricerca.

“Le armi del mio confronto con i mezzi elettronici – dice Mazzoli – sono quelle tradizionali del pittore. Colori a olio su multistrato o compensato”. Così l’’immagine rielaborata e riportata sulla tavola perde inevitabilmente il senso di immaterialità ed il ritmo convulso, ma acquista altri significati, nuovi valori estetici e cromatici, una bellezza prima sconosciuta.

La ricerca che Mazzoli conduce in modo solitario e silenzioso, dà la possibilità di rallentare il tempo della visione di quelle immagini, sottraendoci dalla posizione di spettatori inermi e distratti.
Pop art, iperrealismo e fumetto si fondono nell’arte di Max Mazzoli, che trae ispirazione dal cinema e naturalmente dalla tv, sintesi diabolica d’ogni mondo contemporaneo.

Altre informazioni sul sito web personale dell’artista www.maxmazzoli.it


ANNA KA è nata a Livorno dove vive e lavora. Al centro della sua opera c’è la moda, proiezione dell’immaginario collettivo con il suo sistema espressivo che genera soggetti-oggetti, esasperati nella loro ricercatezza e si afferma nell’aleatoria evanescente quotidianità.

“Prelevo dal mondo “reale” per conferirgli altrove un’iperrealtà indefinibile – dice l’artista - qualcosa di imperfetto, lacunoso, impudico. Così disegno, spazi e mondi e storie che ancora non sono ma che potrebbero essere, contaminando gli opposti, il sano e il malato, il maschile e il femminile, il simulacro e la copia”.

La moda perde. Silenziosa. Impotente. Naturale punto di partenza di un percorso e un processo che i mass media e la cultura del XX secolo rendono indistruttibile. Un meccanismo che procede rapido, senza ripensamenti, utilizza e getta. Genera inesorabili immagini concrete, inesorabili sentenze, simboli prescritti, lapidi e statement.

Soltanto indagando da vicino le opere di Anna Ka si possono cogliere simboli di una sacralità nascosta, sensibili accorgimenti nella disposizione delle figure, disposte su diagonali che s’intersecano. E’ un overlook della femminilità convenzionale, imposta. Non emette giudizi. Eventualmente approda all’ambiguità dell’immagine.

Con Anna Ka lo spettatore “entra” dentro l’immagine. Penetrandola, cercando di inseguirne il flusso, il movimento, la mutazione, il nucleo nell’irresistibile desiderio di intrecciare arte e vita. Obbligandolo a guardare in faccia l’ambiguità del vedere. Di ogni vedere: a cominciare da quello del proprio sguardo.

La mostra è aperta con ingresso gratuito fino al 23 dicembre con orario: dal lunedì al giovedì (8-14), martedì e giovedì anche (15-18).

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