L’ultimo dei futuristi, Peruzzi, non si smentisce e va all’asta online


Un disegno di Osvaldo Peruzzi

 
(dal Tirreno, pagine Cultura)
Amava definirsi “l’ultimo superstite del movimento Futurista” e una sua frase ricorrente, che ripeteva a chi si avvicinava a lui e alle sue opere, nella sua casa livornese vicino al mare, dove si era ritirato e da settanta anni continuava a tradurre in pittura i suoi sentimenti futuristi era: “Il Futurismo vivrà fino a che sarà vivo l’ultimo futurista”.

Osvaldo Peruzzi è scomparso il 30 dicembre 2004, alla bella età di 97 anni, ma neppure da morto smentisce la sua curiosità per ogni espressione del nuovo, ritrovandosi, con una quindicina di opere, all’asta su ebay, immenso mercato dell’era telematica.

Per quell’artista così tenace e appassionato, figura anomala dell’arte italiana che visse e lavorò ispirandosi sempre al mutare della società, è stata organizzata l’asta di opere che si sta svolgendo, fino al raggiungimento dello scopo, sul sito di aste online www.ebay.it.

Grafiche, disegni originali dal 1945 ai giorni nostri e un olio del 1994, sono stati donati dagli eredi con l’obiettivo di raccogliere fondi per lo studio e la successiva pubblicazione dell’Archivio Storico dell’artista conservato alla Fondazione Primo Conti di Fiesole e donato alla Fondazione dallo stesso Peruzzi nel 1997.

Lo studio e la pubblicazione dell’archivio, curata dal critico Danilo Sensi, consentiranno di attualizzare la figura dell’ultimo espoente storico dell’avanguardia futurista all’interno del Movimento stesso, i contatti con gli artisti che ne facevano parte e la partecipazione a tutti quei movimenti che al Futurismo si sono ispirati per tutto il corso del Novecento.

«Vogliamo dare un input per la realizzazione dell’archivio storico - dice una delle eredi dell’artista, la figlia Cristina Peruzzi - per studiare e pubblicare documenti mai compiutamente analizzati. Per questo abbiamo donato queste opere la cui vendita servirà a finanziare parte del progetto. I documenti, le lettere, le corrispondenze di mio padre sono raccolte in più fondi d’archivio e sono la testimonianza viva della sua vita e sul suo lavoro artistico».

Il progetto di ricerca prevede un intenso e lungo lavoro che dovrà essere svolto prevalentemente alla Fondazione Primo Conti di Fiesole. Un analogo, ma più complesso lavoro, richiederà lo studio del fondo conservato proprio dagli eredi (le figlie Cristina e Stella) a Livorno e a completare il tutto sarà un’attenta analisi del carteggio fra Osvaldo Peruzzi e Armando Silvestri.

La ricerca verrà svolta sotto la supervisione di Carlo Sisi, docente di Storia dell’arte contemporanea dell’Università degli Studi di Siena.
«Sono livornese e amo il mare - aveva affermato Peruzzi nell’ultima intervista con il critico Danilo Sensi - e con il mare mia moglie Irma, una figura essenziale nella mia vita».

Peruzzi ha sempre avuto contatti anche con gli studenti delle scuole. Ai giovani sentiva di dover “tramandare” la sua passione per l’arte. «Le idee e la creatività sono il futuro. Quello che rovina i giovani che vogliono esprimersi con l’arte è il mercato.

Spesso si lavora per il successo effimero di una personale in una grande galleria per inseguire le mode dimenticando che la prima regola di un artista è che ciò che si fa deve avere un significato per noi stessi prima che per gli altri».
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