Quando Livorno era capitale del cinema
(dal Tirreno, cronaca di Livorno)
Un flashback di oltre un secolo per raccontare il cinema a Livorno, dalle origini della “macchina delle meraviglie” dei fratelli Lumière, che ha fatto la prima apparizione a Livorno nel 1896, e lo sviluppo di questa invenzione fino al 1915.

E al posto della terrazza Mascagni nelle foto in bianco e nero torna il “Grande Eden Livorno” che sulla Spianata dei Cavalleggeri in estate, si trasformava in un grande parco dei divertimenti, mentre nel centro della città fiorivano graziose sale stabili e il cinema si intrecciava con il vivere quotidiano della città e della sua gente.

La mostra allestita ai Granai di Villa Mimbelli fino al 26 gennaio ripercorre la storia e lo sviluppo della “settima arte” con l’esposizione di manifesti, fotografie stampa periodica e quotidiana, locandine, cartoline postali e proiezione di vecchi filmati recentemente restaurati.

Un’interessante raccolta di documenti originali d’epoca che raccontano questi avvenimenti e che potranno suscitare apprezzamento e curiosità nei livornesi. Fu infatti la nostra città ad ospitare, nel 1905, l’anteprima del film “La presa di Roma” di Filoteo Alberini, la prima pellicola della storia del cinema italiano.

La mostra “Luci ed ombre: gli albori del cinema a Livorno (1895-1915)” è curata da Renato Bovani e Rosalia Del Porro, due ricercatori livornesi che da molti anni si dedicano alla ricostruzione del cinema delle origini in Toscana, e riporta alla luce riproduzioni di documenti non reperibili in originale, materiale bibliografico prestato dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, documenti conservati alla Biblioteca Labronica e le sue sezioni specializzate (in particolare del Centro di documentazione e ricerca visiva di villa Maria).

Tra i documenti più preziosi quattro pubblicazioni sul cinematografo che venivano stampate nella nostra città (“L’Olimpo”, “Cronaca cinematografica”, “Il Centrale” e “Il Programma”), dove si possono leggere recensioni e programmi e vedere bozzetti di attori e attrici.

In mostra, nella sala a pian terreno dei Granai, si possono ammirare anche le macchine da proiezione usate dal 1899 al 1915 conservate nei depositi del teatro Goldoni, che dimostrano come nei secoli scorsi la nostra città fosse all’avanguardia nella fruizione delle novità tecnologiche che venivano dal resto del mondo.

Intanto perché Livorno possedeva due studi fotografici, quelli di Marzocchini e di Bettini, tra i primi e tra i migliori in Italia dove da molti anni si conducevano brillanti sperimentazioni. In più la nostra città alla fine del diciannovesimo secolo era un luogo deputato alla villeggiatura estiva per le classi aristocratico borghesi italiane e anche straniere che avevano eletto Livorno come “la perla del Tirreno”.

La mostra che presenta anche le proiezioni a ciclo continuo di film sperimentali realizzati dai fratelli Lumiere tra il 1895 e il 1902 è stata organizzata dal Comune di Livorno per celebrare il centesimo anniversario del cinema italiano, ed è aperta gratuitamente al pubblico dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 (chiusa nel periodo natalizio, dal 19 dicembre al 9 gennaio 2006).
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  Recensioni - 06/12/2005