Riccardo Pocci - Retrospettiva al Dessè
Donald Byrd, 1998 (olio su tela 250x150)
ella fitzgerald, 1996 (acquerello e gomma arabica su carta, 106x76)
Undici della mattina, 2001 (acquerello e latex su carta, 110x90)
Un momento della mostra di Pocci al cinema Dessé
L’opera dedicata a Ella Fitzgerald nella mostra di Pocci al Dessé
L’opera ’A’ di Riccardo Pocci esposta al cinema Dessé
Un momento della mostra di Riccardo Pocci al cinema Dessé di Livorno
Un momento dell’inaugurazione della mostra di Riccardo Pocci al cinema Dessé di Livorno
Livorno - Cinema Dessè (13/01/2006 - 09/02/2006)
Con la personale di Riccardo Pocci - visitabile fino al 9 febbraio - si è inaugurata la rassegna Proposte d’arte contemporanea ospitata per il secondo anno nelle sale del cinema Dessé di Livorno, in via dell’Angiolo 19.

Organizzata dall’associazione Kinoglaz, dall’Uicc e dall’agenzia Cdcom, la rassegna curata da Cristina Olivieri, si apre con la mostra di Riccardo Pocci, giovane artista piombinese che con i suoi lavori si è fatto conoscere in tutto il mondo, esponendo a Buenos Aires così come a Praga, a Granada, Malaga e nelle più importanti città italiane.

Per Livorno sarà invece la prima occasione di ammirare le opere di questo giovane talento che presenta al cinema Dessé oltre 40 opere diverse per tecniche e dimensioni, che rappresentano tutto il suo percorso artistico ( nell’allestimento realizzato con la collaborazione dell’architetto Mirko Agostini), con uno o più lavori per le diverse serie che ha prodotto negli ultimi dieci anni, tra cui i lavori dedicati al jazz, come il grande olio su tela Donald Byrd (250x150), il Sassofonista (220 x 100, inchiostro su carta) e l’acquerello su carta Ella Fitzgerald; i 27 pezzi della serie Kanji (antichi ideogrammi giapponesi ispirati da quelli cinesi); le grandi tele (150x100) Il terzo elemento, Il Grido e Il ponte sullo Stretto realizzati in una tecnica mista di asfalto e oro su carta.

Nel suo lavoro, dalla pittura alla grafica, Riccardo Pocci compie una continua ricerca di soggetti e di materiali. “Le mie sono continue indagini fotografiche – dice l’artista - per poi rielaborare ed interpretare la percezione del reale cercando di accentuarne la carica emotiva, talvolta legandomi in maniera esatta alla realtà fotografica, talvolta prendendo soltanto spunto dal lavoro fotografico per dare più spazio al gesto e all’istinto”.

Riccardo Pocci sviluppa così un percorso nel soggetto che esamina, partendo da considerazioni generali (che mostrano la globalità del soggetto) per poi smembrarlo in parti, in pezzi di puzzle.
Se ricostruito, questo puzzle assume un valore diverso da quello che aveva in partenza. Una sorta di racconto visivo personale e diverso per intenzioni e per tecniche, dell’oggetto preso in analisi.

Ma il filo conduttore che lega tutta la sua produzione è quella che l’artista definisce “l´intenzione di esprimere le sconosciute leggi che collegano una cosa all’altra, creando significati nascosti e personali”.

“La pittura di Riccardo Pocci – dice il critico Lorenzo Canova - è giocata su una visione parallela e quasi antitetica, incentrata sull’iconografica metropolitana, dove l’autore sembra però sdoppiato in un acquerellista che unisce le raffinatezze calligrafiche alla tradizione secolare del paesaggismo e della pittura “di viaggio”, e in un pittore più “freddo” che considera e rielabora nella sua produzione la fotografia, l’iperrealismo, la pop art, la “nuova figurazione” europea degli anni Sessanta e Settanta.

La mostra è visitabile gratuitamente fino al 9 febbraio negli orari di apertura del cinema (info 0586 210191), mentre il presente comunicato e altre immagini delle opere possono essere scaricate sul sito Cdcom.it nell’area riservata alla stampa.


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  Mostre - 10/01/2006