Il Marmo si fa arte
(dal Tirreno, pagine Cultura)
LUCCA. Dal ridisegno degli spazi industriali alla creazione di un museo che documenterà l’ininterrotta attività dal 1821, nel campo dell’estrazione e della lavorazione dei marmi dell’Henraux di Querceta.

Sabato alle 11, a San Micheletto, il progetto del nuovo museo d’impresa verrà presentato dall’architetto Gilberto Bedini che l’ha elaborato con Fabrizio e Marco Arrigoni e alla presenza del direttore della Fondazione Ragghianti, Vittorio Fagone. Nel museo verranno esposte opere di scultura, realizzate con la collaborazione dell’Henraux, da alcuni dei più noti scultori del XX Secolo e saranno creati spazi destinati ad atelier per artisti e alla didattica, per far conoscere le straordinarie caratteristiche del territorio vicino alle famose cave di Michelangelo.

La chiesa di San Micheletto, antistante la sala conferenze, ospiterà per la presentazione del progetto (e nel corso della settimana) una esposizione che insieme a sei sculture di straordinario pregio di artisti come Moore, Arp, Mirò (nella foto “L’Oiseau”), Vantongerloo e Mormorelli, mostrerà i preziosi documenti dell’archivio Henraux e i modelli del progetto del nuovo museo. «La Fondazione Ragghianti - spiega il direttore scientifico Vittorio Fagone - fornisce istituzionalmente una collaborazione museografica alla nuova istituzione che viene ad allargare lo scenario, già significativamente ricco, dei musei d’impresa in Toscana».

L’attuale interesse per i musei d’impresa nel nostro paese (oggi alcune centinaia), nasce dalla necessità di unire insieme immagine storica, rapporto con il territorio e trasformazione delle strategie operative industriali condizionate dagli sviluppi tecnologici. E arte, ambiente e storia si fondono con l’impresa Henraux, una di quelle che più caratterizzano l’habitat versiliese nel settore del marmo, che ha saputo dare dimensione di grande impresa alla competenza artigianale nel campo della lavorazione del marmo, anche per la sua collocazione ambientale, che ha valore particolare dal punto di vista paesistico e da quello del lavoro, già conosciuto e apprezzato nel Rinascimento.

«Sarà un museo d’arte di prossima realizzazione - aggiunge Fagone - in cui verranno raccolte opere di scultura, tra le quali molte realizzate dai più grandi artisti della storia dell’arte. E al fianco la possibilità di consultare l’archivio, interessante per la storia economica, per la storia dell’architettura e dell’arte». I laboratori aperti alla collaborazione di artisti e artigiani specializzati renderanno visibile una dimensione vivente dell’arte del marmo in uno scenario in prossimità con le cave che costituirà una naturale espansione nel territorio della nuova struttura museale.
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  Recensioni - 12/01/2006