Fabio, il re leone
(Dal Tirreno, cronaca di Livorno)
LIVORNO. Da Livorno a Parigi per realizzare le scenografie del ”Re Leone”, il colossale musical che va in scena tutti i giorni per cinque anni nel teatro di Disneyland. Un’esperienza professionale indimenticabile che il giovane livornese Fabio Leonardi, ha conquistato grazie alle sue doti artistiche a alla sua formazione.

Fabio Leonardi nasce ”in piazza Magenta” nel 1978 e compie i sui studi all’istituto d’arte Franco Russoli di Pisa. Frequenta poi il corso di pittura all’Accademia di Belle Arti a Firenze, ma si diploma all’Accademia di Carrara per seguire il professor Luigi Bernardi.

«Mi sono appassionato alla satira politica e al fumetto - racconta il giovane artista - forse perchè gli anni ’70 di cui sono figlio, sono stati l’ultimo vero spiraglio di una satira più pungente. Ho sempre seguito le orme di Andrea Pazienza e della rivista Frigidare, con la quale ho avuto delle collaborazioni. Ma oggi in Italia c’è una minore libertà d’espressione anche per qualto riguarda la satira, tutto viene filtrato e le pubblicazioni di vignette satiriche si fanno sempre più esigue».

Fabio Leonardi cresce in un humus culturale fertile, frequentando talenti come Daniele Caluri e Alberto Fremura. «Ciò che mi alimenta sono anche altre passioni come il cinema, soprattutto quello di Sergio Leone e John Ford e la musica, dal jazz più classico a Frank Zappa». Dopo varie esperienze con case editrici per l’infanzia fiorentine e milanesi per le quali illustra anche la storia di Pinocchio, Leonardi continua a occuparsi di scenografie teatrali.

«Vivevo a Parigi, dove molti artisti livornesi approdano, sarà il destino, come a seguire l’iter modiglianesco. Nella capitale francese c’è una vasta cultura per la comunicazione grafica.

Tutti leggono i fumetti e lì si concentrano i massimi talenti del settore. Durante la mia permanenza a Parigi ho incontrato personaggi come Tanino Liberatore di ”Frigidaire” e il fumettista Moebius, ed è in quel contesto che l’anno scorso sono approdato alla Disneyland Resouces Paris». Ora il suo sogno è lavorare in Italia come autore di satira perchè «proveniendo da una famiglia livornese, per noi la risata è tradizione. Prendere con il riso alla Monicelli anche la tragedia è nel nostro dna». Allora tornerai a Livorno? «A Livorno sto bene ma è una città che poco ascolta e che crede di aver sempre ragione. Qui si vive per dirla con Migone una ”vita da pitbull” che è poi la trasposizione dello stato d’animo della gente».
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  Artisti - 16/01/2006