Maccheroni & Martini. Espressionismo e informale a Pisa


Cosimo Martini (2006)

 
L’arte informale di Cosimo Martini e la poetica espressionista di Daniela Maccheroni inaugureranno la nuova stagione artistica dopo il recente restauro del chiostro del palazzo dell’Arcivescovado di Pisa, che ospiterà le opere dei due artisti pisani dal 29 settembre al 20 novembre.

Organizzata dall’associazione Gec (Grandi eventi culturali) con la collaborazione dell’Arcivescovado di Pisa e con il patrocinio del Comune e della Provincia di Pisa, la mostra si inserisce nel percorso culturale promosso dalla Regione Toscana TRA ART Rete Regionale per l’arte contemporanea.

COSIMO MARTINI. Diplomato all’accademia di Belle Arti di Firenze nel 2005, Cosimo Martini, persegue con tenacia la poetica dell’informale materico e dell’informale segnico. Nella sua opera, dice il curatore Pierluigi Carofano “si legge la consapevolezza e la forza di una scelta di fondo, di un’opzione di campo che significa rinuncia a forme espressive di comodo ed alla moda, puntando invece sul dialogo con i grandi maestri del passato, in primis Hartung, poi Capogrossi e Vedova, ma soprattutto Pierre Soulages, Afro e il prediletto Franz Kline”.

Nella doppia personale nel chiostro dell’arcivescovado di Pisa, Cosimo Martini porta i suoi lavori che disegnano il percorso artistico compiuto dal 2001 ad oggi, attraverso quella svolta indirizzata a una poetica che come suggerisce Carofano “appare capace di nutrirsi di un raffinato cromatismo grazie anche all’uso delle tempere acriliche che garantiscono nettezza di contorni e assoluta purezza geometrica”.

DANIELA MACCHERONI. Da 35 anni attiva nel panorama artistico toscano, Daniela Maccheroni, “ha un suo mondo di favole da raccontare - come afferma il critico Dino Carlesi- fole che trasferisce nelle immagini e nelle situazioni che realizza in modo che ne nasca un lungo e complesso racconto di storie umane, espresso nelle raffigurazioni simboliche che consentono di risalire a una storia personale di estremo e doloroso interesse”.

E anche nelle grandi tele che Daniela Maccheroni presenta in questa mostra curata da Josef Grabski, viene esasperata l’alienazione dell’uomo di oggi: il mondo dei diversi e degli emarginati trova patria nella rilettura contemporanea dell’artista, che trae spunto dal linguaggio crudo e inquietante delle opere di Munch e di Van Gogh.

La mostra curata nell’allestimento da Franco Giorgi sarà visitabile gratuitamente dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19 all’interno del chiostro dell’Arcivescovado di Pisa, in piazza Arcivescovado 18.

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  Recensioni - 16/09/2006