Antonio Colanero: surrealismo alieno
E’ una pittura visionaria, surreale, fantastica e metafisica quella di Antonio Colanero. Il fascino e le suggestioni di molte espressioni artistiche del Novecento si sono riversate nelle sue opere, caratterizzate come alcuni artisti che hanno rappresentato autorevolmente queste correnti, da una critica radicale alla razionalità cosciente, e la liberazione delle potenzialità immaginative dell’inconscio per il raggiungimento di uno stato conoscitivo "oltre" la realtà (sur-realtà) in cui veglia e sogno sono entrambe presenti e si conciliano in modo armonico e profondo.

Il Surrealismo è certamente la più onirica delle manifestazioni artistiche, proprio perché dà accesso a ciò che sta oltre il visibile. Comprende immagini nitide e reali ma accostandole tra di loro senza alcun nesso logico. Il surrealismo è quindi un automatismo psichico, ovvero quel processo in cui l’inconscio, quella parte di noi che emerge durante i sogni, emerge anche quando siamo svegli e ci permette di associare libere parole, pensieri e immagini senza freni inibitori e scopi preordinati.

Non è un caso che una delle immagini che l’artista prende in prestito per rielaborare il soggetto con la sua poetica e gioiosa narrazione è il mondo del circo con i suoi Acrobati (2005).

Un mondo dove da sempre va in scena il paradosso e il rischio, dove la logica della realtà si spezza per lasciare spazio alla fantasia: gli artisti di tutti i tempi hanno saccheggiato questo universo e i suoi protagonisti – giocolieri, acrobati, trapezisti, domatori, clown – reinventandone l’immaginario, prolungandone la vita.
Sotto il tendone a strisce, nell’arena circolare, a ogni apparizione alcuni individui si assumono il rischio della vita, giocano con l’identità, spingono il corpo oltre i limiti. In bilico tra meraviglia e desolazione, polvere e stelle, angeli e demoni, il circo ha sedotto l’arte e l’ha condotta dentro la sua storia. Nel secolo scorso è stato necessario il soccorso delle maschere della Commedia dell’Arte, dei folli shakespeariani, degli zingari capaci di insegnare la danza agli orsi e, insieme ai saltimbanchi, hanno sfilato le amazzoni di Seurat e di Kirchner, gli Arlecchini-clown di Picasso, le domatrici di Otto Dix, i filiformi animali addestrati di Calder, gli «operai del sogno» acrobatico di Léger, le signorine che ammaestrano i cani di Donghi, le donne cannone di Kuniyoshi e quelle barbute dell’americana Zoe Leonard.

L’opera di Colanero è un racconto per frammenti che dai primissimi lavori non manca di incisività e gusto della narrazione. Con la Palestra (1979) la sua sensibilità artistica emerge nitida. E’ quella che rimanda emozionalmente all’allucinato mondo parallelo di Joan Mirò, popolato di forme geometriche colorate sospese che ricerca l’interiorità delle cose con crescente astrazione.

Un Navigatore tra le stelle (1972) nello spirito, l’artista abruzzese, che in alcune opere ha cercato la sintesi estrema attraverso pochi segni grafici, deformazioni fantastiche e fortemente evocative di elementi innaturali, resi con colori accesi e intonati alle gamme primarie dello spettro cromatico.

Alieno (2002) è tra le sue più recenti opere un’interpretazione assai originale del surrealismo, affidata a una concezione quasi fabulistica della realtà, cui egli sa dare una rappresentazione leggera e fantastica, gioiosa eppure ricca di memorie e di insospettabili richiami all’inconscio e al mondo onirico.
L’isolamento esistenziale porta l’artista in un certo senso ad affrancarsi dalla tangibilità del reale mentre le gamme cromatiche dei colori si ampliano affinché ci sia la possibilità di poter dipingere "anche e soprattutto ciò che non si vede".

Animali in amore e Animali marini, Sirene, un Guerriero contro animali, Figure con due teste, sono alcuni dei soggetti rappresentati in cui l’artista svincola la realtà dal tempo e dallo spazio e il sogno veicolo di introspezione psicologica e di autoanalisi crea un canale il cui flusso rappresenta la più profonda interiorità, talvolta turbata dal tragico sgomento della storia o dalle personali angosce che ogni uomo nel quotidiano è destinato a vivere.

Una poetica salvata sempre dal desiderio di ritrovare una quiete serena, che torna nelle figure degli Amanti, giocate sulla contrapposizione cromatica delle tonalità intense e regolate da una sintesi delle linee che dona equilibrio alla composizione. A un osservatore più attento non mancherà di notare il profilo scuro di un volto, unico testimone inquietante su cui siedono nella loro passione i due innamorati.
Uno scacciapensieri indispensabile a riportare il sereno è anche Spaventapasseri (2001), che non dissuade solo corvi e passeri dal rovinare i campi e il raccolto, ma anche ad allontanare le avversità.

Il Teatro della vita (2001) prende forma in varie composizioni sceniche, costituito da uno o più personaggi nelle loro opportune ambientazioni. La presenza umana nelle cose, è per l’artista un ritorno alla mitologia ma ancor più alla scultura di Nicola Pisano, artista e architetto italiano tra i principali maestri della scultura gotica a livello europeo, che contribuì in maniera determinante alla formazione di un linguaggio figurativo "italiano" e del quale Colanero ha studiato con passione l’opera.

I personaggi del teatro della vita sono rappresentati nei tableaux vivants su più piani, secondo una disposizione spaziale realistica, con un’acuta descrizione delle fisionomie ed un vivace e dinamico senso della narrazione. Così anche in Tradimento (2005) le figure allungate e simmetriche della composizione riportano alle scene istoriate dei bassorilievi dell’epoca, tradotti in una versione pittorica di forte impatto coloristico.
E non mancano iconografie “tradizionali” come il Battesimo (1995) o il Giudizio (2005) interpretate in chiave contemporanea con i caratteri dominanti della pittura surrealista.

Colanero è capace di re-inventare e di re-interpretare la realtà - anche la più banale e quotidiana - con la sua vulcanica fantasia, il suo amore per la vita, il suo senso profondo della materia. Un artista pronto a immettere nel ventunesimo secolo la libertà delle emozioni e dell’invisibile, il prodigio della mitologia che è nella natura e nelle cose, attraverso i segni e i colori dei suoi dipinti e dei disegni preparatori in grafite e carboncino.

Finalmente in mostra con il suo inedito percorso artistico, Antonio Colanero rende oggi al pubblico la libertà del suo spirito irrequieto e fantasioso e trasmette al mondo le sue emozioni. Perché oggi Antonio Colanero si è immesso con coraggio e consapevolezza ne La via giusta (1970).

Bibliografia:
Il circo nell’arte. Arianna di Genova.
Dagli arlecchini di Picasso al Fachiro di Cattelan – settembre 2008
Mostra Joan Mirò pittore e scultore. Opere dalla fondazione Maeght 28 novembre 2004
Chagall Trombette e colori di un poeta del Circo Corriere della Sera – Maurizio Cucchi 20 aprile 2004

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  Critiche - 01/11/2008